Il rimpasto di giunta “ci sarà ed è un atto dovuto”, così come appare naturale l’ipotesi di una ricandidatura alla presidenza della Regione.

Renato Schifani, incontrando la stampa per gli auguri di fine anno, ha tracciato un bilancio dell’azione di governo e indicato le prossime mosse politiche: ritocchi all’esecutivo regionale, riforma del regolamento dell’Assemblea siciliana e preparazione del terreno per un secondo mandato.

Al centro dell’agenda c’è la volontà di intervenire sulle regole parlamentari dell’Ars.

“La manovra di stabilità è stata un lungo parto”, ha commentato Schifani, ricordando le difficoltà affrontate prima dell’approvazione finale in Aula.

Un percorso che, secondo il governatore, è stato rallentato da un sistema che consente forme di ostruzionismo capaci di paralizzare l’attività legislativa.

Una posizione condivisa con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, con il quale Schifani annuncia un confronto a breve per valutare una riforma ispirata ai regolamenti del Parlamento nazionale.

Nel mirino anche l’uso esteso del voto segreto, ritenuto un elemento che può condizionare l’azione del governo regionale.

Prima ancora della sfida regolamentare, il presidente sa di dover intervenire sulla squadra di governo.

Due assessorati sono ancora coperti da interim e dovranno essere assegnati in tempi rapidi, ma il rimpasto potrebbe essere più ampio.

Tra i cambiamenti possibili figurano le uscite di Elvira Amata e Francesco Scarpinato. Fratelli d’Italia, secondo le indiscrezioni, indicherebbe la senatrice Carmela Bucalo al Turismo e Brigida Alaimo ai Beni culturali.

Una certezza, però, Schifani la ribadisce: nella nuova giunta non ci sarà la Dc. “Non ho estromesso due assessori ma un partito”, ha affermato, motivando la scelta con una diversa visione della trasparenza e dell’uso delle istituzioni.

Porte chiuse anche a Cateno De Luca, definito “avversario politico”, mentre restano aperti i canali con l’Mpa, nonostante il mancato voto sulla manovra.

Sul rapporto con Raffaele Lombardo, il presidente ha ridimensionato le tensioni, parlando di una scelta personale dell’ex governatore di non partecipare ai vertici di maggioranza.

Sul fronte personale, Schifani non nasconde l’intenzione di puntare al bis.

“Sto lavorando e, in base alle regole, gli uscenti sono confermati”, ha spiegato, ricordando che la sua candidatura fu sollecitata dagli alleati e sottolineando come dieci anni siano il tempo minimo per realizzare un programma di governo.

La disponibilità, dunque, resta legata anche al sostegno dei vertici nazionali del centrodestra.

Capitolo sanità: il presidente ha annunciato il via libera alla nomina di Alberto Firenze come nuovo manager dell’Asp di Palermo e di Giulio Santonocito al Policlinico di Catania.

Resta aperto il nodo sul futuro di Salvatore Iacolino, dirigente della Pianificazione strategica, per il quale la decisione è rinviata al nuovo anno.

Infine, la manovra finanziaria. Nonostante le difficoltà, Schifani rivendica la portata degli interventi approvati, dalla decontribuzione al South Working, definiti misure “forti e possenti” per dare una scossa all’economia siciliana.

L’unica amarezza riguarda lo stralcio dell’articolo che prevedeva 10 milioni a fondo perduto per ridurre i costi di esportazione delle imprese isolane, misura che il governo regionale promette di riproporre.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.