La dinamica dell’aggressione
Nelle scorse ore al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca (Agrigento) un uomo di 54 anni, in attesa di visita, è scivolato dalla barella.
Secondo la ricostruzione, il paziente si sarebbe innervosito per la caduta e, rialzandosi, ha sferrato un pugno al volto di un infermiere, colpendolo in piena bocca.
I soccorsi all’operatore sanitario
L’infermiere, ferito e sotto shock, è stato aiutato immediatamente dal personale di sicurezza e dai colleghi del reparto emergenza. Le cure mediche hanno evidenziato una lesione alla mucosa labiale con prognosi di pochi giorni; l’operatore ha comunque sporto denuncia.
L’intervento dei carabinieri
Allertata la centrale operativa, una pattuglia dei carabinieri di Sciacca è arrivata sul posto, ha identificato il 54enne e raccolto la testimonianza dell’infermiere. Per il paziente è scattata la denuncia a piede libero per lesioni personali e violenza a pubblico ufficiale.
Aggressioni in corsia: un fenomeno in crescita
Secondo i dati del Ministero della Salute, gli episodi di violenza nei confronti di medici e infermieri sono in aumento in tutta Italia. Per contrastare il fenomeno, le aziende sanitarie stanno potenziando:
- presidi di vigilanza privata nei reparti più sensibili;
- corsi di formazione su gestione delle crisi;
- sistemi di videosorveglianza e pulsanti antipanico.
Cosa rischia l’aggressore
In base agli articoli 582 e 336 del Codice penale, chi colpisce un operatore sanitario nell’esercizio delle sue funzioni può incorrere in reclusione da sei mesi a cinque anni, con aggravanti in caso di lesioni gravi.































