Una presunta diagnosi mancata al pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca ha portato alla morte di un paziente, secondo quanto sostengono i familiari della vittima, che oggi chiedono un risarcimento di 726.793 euro all’Asp.
La vicenda risale al 22 luglio 2022, quando un uomo si recò in pronto soccorso accusando forti dolori.
I medici, secondo la tesi accusatoria, non avrebbero riconosciuto una dissezione aortica, una patologia rara ma altamente letale se non trattata tempestivamente con un intervento chirurgico d’urgenza. Proprio questa mancanza, secondo i legali della famiglia, avrebbe causato il decesso dell’uomo.
In sede penale, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sciacca aveva disposto l’archiviazione del caso, anche a seguito di un accertamento tecnico preventivo che non aveva evidenziato profili di responsabilità penale da parte dei sanitari coinvolti.
Tuttavia, gli eredi non si sono arresi: hanno intrapreso un’azione civile chiedendo un maxi risarcimento danni per la perdita del proprio congiunto. La prima udienza è stata fissata per il 10 ottobre 2025 presso il tribunale di Sciacca.
La causa ora si sposta sul piano civilistico e l’Asp dovrà difendersi da una richiesta economica significativa, fondata – secondo i familiari – su una presunta negligenza clinica nella fase di triage e diagnosi.





























