La Corte di cassazione ha annullato il provvedimento con cui il gip di Agrigento aveva respinto la richiesta di restituzione dei beni sequestrati a un uomo indagato per il presunto esercizio abusivo della professione di osteopata.
I giudici della Suprema Corte, pronunciandosi sull’istanza presentata dall’avvocato Salvatore Virgone, hanno rilevato un vizio procedurale nell’ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Agrigento, chiamata ora a rivalutare la vicenda.
Il procedimento trae origine da un sequestro probatorio eseguito nel corso delle indagini preliminari.
La difesa aveva avanzato richiesta di restituzione del materiale sequestrato direttamente alla Procura, ma l’istanza era stata successivamente rigettata dal giudice per le indagini preliminari, dopo il parere contrario espresso dal pubblico ministero che aveva trasmesso la richiesta.
Secondo la Cassazione, tuttavia, tale decisione non rispettava il corretto iter previsto in questa fase procedimentale: in presenza di un sequestro probatorio, spetta infatti alla Procura della Repubblica valutare l’eventuale revoca del vincolo sui beni.
Da qui l’annullamento del provvedimento e il rinvio degli atti per una nuova determinazione conforme alla legge.





























