Un nuovo terremoto si abbatte sulla gestione del servizio idrico nell’Agrigentino: Siciliacque ha avviato un pignoramento da oltre 2,2 milioni di euro ai danni di Aica, la società consortile che gestisce l’acqua per conto dei Comuni soci.

Una decisione destinata a scatenare effetti a catena sui Municipi coinvolti, molti dei quali già pesantemente indebitati con la stessa Aica.

Il provvedimento, disposto dal tribunale dopo un decreto ingiuntivo emesso il 30 aprile 2023 e notificato il 22 maggio, fa seguito all’azione legale avviata da Siciliacque per ottenere il pagamento di 18,9 milioni di euro più interessi.

Aica ha presentato opposizione, ma il giudice ha autorizzato l’esecuzione provvisoria parziale per 2 milioni di euro.

Ora, la società regionale ha chiesto il pignoramento diretto delle somme che i Comuni devono ad Aica per i servizi ricevuti.

I sindaci di ben 30 Comuni, tra cui Agrigento, Canicattì, Licata, Sciacca e Favara, sono stati ufficialmente citati e avranno solo 10 giorni di tempo per comunicare con Siciliacque, pena ulteriori conseguenze legali.

Intanto, il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, ha lanciato un appello al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, chiedendo il commissariamento immediato di Aica.

“La tenuta finanziaria e operativa della società è ormai al limite – scrive Cuffaro –. Senza un intervento straordinario, il sistema idrico rischia il collasso, con gravi ripercussioni sociali, ambientali e sanitarie”.

Oltre al pignoramento, Aica deve fronteggiare un buco finanziario complessivo di circa 12 milioni di euro: 6,5 milioni di crediti non riscossi dai Comuni e 5,2 milioni di finanziamenti promessi ma mai erogati.

Cuffaro sottolinea anche l’incoerenza delle attuali politiche regionali: “È contraddittorio investire su nuovi impianti di dissalazione se poi si lascia morire il gestore della distribuzione dell’acqua. Servono infrastrutture, ma soprattutto una governance efficiente e sostenibile”.

La vicenda si arricchisce di tensioni istituzionali, in un contesto in cui la sopravvivenza stessa del servizio idrico integrato in decine di Comuni dell’Agrigentino appare oggi seriamente a rischio.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.