La Regione Siciliana si prepara a ridurre la tassa comunale d’imbarco in alcuni aeroporti minori dell’Isola, una mossa volta a favorire nuove tratte e ad attrarre investimenti da parte delle compagnie aeree – in primis Ryanair, che da tempo chiedeva interventi in tal senso.
Il provvedimento interesserà gli scali di Comiso, Trapani Birgi, Lampedusa e Pantelleria, mentre resterà invariato per gli aeroporti di Palermo e Catania.
Nuove risorse per sostenere il provvedimento
La manovra economico-finanziaria regionale, attesa fra giugno e luglio, stanzierà circa 6,5 milioni di euro per compensare il mancato gettito nei confronti dei comuni coinvolti. L’obiettivo è abbattere i prezzi dei biglietti aerei e incentivare l’arrivo di ulteriori compagnie, creando al contempo nuove rotte turistiche e commerciali.
“Così la Regione conta di favorire un incremento del traffico aereo e di sostenere l’economia locale, soprattutto in aree periferiche o ad alta vocazione turistica.”
Le richieste di Ryanair e la strategia siciliana
La misura ventilata non corrisponde del tutto alla proposta originaria di Ryanair, che chiedeva l’azzeramento della tassa su tutti gli aeroporti siciliani. L’operazione, tuttavia, avrebbe comportato un taglio di circa 80 milioni di euro destinati ai comuni, con un impatto finanziario ritenuto troppo oneroso dalla Regione.
Di conseguenza, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Alessandro Aricò, ha spiegato che la scelta di focalizzarsi sugli aeroporti minori si deve alla possibilità di “compensare” più agevolmente il gettito fiscale mancante. La speranza è che questa politica incida positivamente sul traffico aereo e rafforzi i collegamenti, in particolare verso le isole minori e le zone meno servite.
L’annuncio a Talk Sicilia e gli sviluppi futuri
La decisione era stata già anticipata dall’assessore Aricò durante la trasmissione Talk Sicilia di fine gennaio. Ora, la manovra regionale è stata oggetto di un vertice a Palazzo d’Orléans, presieduto dal governatore Renato Schifani, con la partecipazione dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e dei segretari dei partiti di maggioranza.
Oltre al tema dell’azzeramento della tassa d’imbarco per gli scali minori, i rappresentanti hanno discusso delle variazioni di bilancio per sostenere altre misure economiche, fra cui:
- Circa 25 milioni di euro per adeguare le tariffe dei laboratori di analisi convenzionati e dei centri di riabilitazione;
- La compensazione delle norme precedentemente cassate nelle finanziarie regionali;
- Il contenimento di cosiddette “norme mancia” per invitare i partiti a una maggiore razionalizzazione della spesa.
Province e candidature: un tema ancora in standby
Nel corso del vertice si è appena accennato il nodo delle ex province e delle candidature unitarie. L’argomento non è stato approfondito, poiché i leader della coalizione hanno preferito lasciare la decisione agli stessi partiti territoriali, con la scadenza del 7 aprile ormai prossima.
Conclusioni e prospettive
Con il taglio della tassa d’imbarco negli aeroporti minori, la Regione Siciliana mira a stimolare il turismo, favorire l’economia e rispondere almeno in parte alle sollecitazioni di Ryanair e di altre compagnie low cost. Resta da capire se questo intervento sarà sufficiente ad attrarre nuovi investimenti e a promuovere la competitività degli scali di Comiso, Trapani Birgi, Lampedusa e Pantelleria. Intanto, si attende di valutare i risultati concreti di questa misura, destinata a entrare nel vivo tra giugno e luglio con l’approvazione della prossima manovra economica.
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