È il deputato regionale Roberto Di Mauro il quattordicesimo indagato nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Agrigento su un presunto giro di tangenti legato all’assegnazione di appalti pubblici.
Il suo nome, inizialmente coperto da un omissis nei primi atti notificati alle parti, è stato ora reso noto.
L’indagine, coordinata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto procuratore Rita Barbieri, ipotizza l’esistenza di un’organizzazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e alla corruzione, che sarebbe stata “promossa e diretta” proprio da Di Mauro, già assessore alla Cooperazione nel governo Schifani, insieme all’architetto Sebastiano Alesci, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Licata.
Tra gli episodi contestati figura l’appalto da oltre 37 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica del comune di Agrigento.
Le accuse coinvolgono anche il segretario particolare di Di Mauro, Giovanni Campagna, il sindaco di Maletto Giuseppe Capizzi, noto anche per la sua attività imprenditoriale, e lo stesso Alesci.
Durante le perquisizioni, cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato dalla squadra mobile. Tuttavia, per Alesci, fermato a Butera, la Procura di Gela – competente territorialmente – non ha richiesto la convalida del fermo, consentendone la scarcerazione.
L’inchiesta rappresenta uno dei più vasti filoni giudiziari in corso in Sicilia nel 2025 e si inserisce nel contesto delle attività di contrasto alla corruzione negli enti pubblici e negli appalti. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero emergere nuovi sviluppi nei prossimi giorni.





























