Un detenuto della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento risulta coinvolto in una delicata indagine della Procura di Messina su un tentativo di estorsione da 250 mila euro ai danni di un’impresa impegnata nei lavori di risanamento urbano nel capoluogo peloritano.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la richiesta di denaro sarebbe stata avanzata attraverso una videochiamata effettuata direttamente dal carcere.

Nel corso del contatto, sarebbero state rivolte pesanti minacce, tra cui quella di far saltare in aria il cantiere qualora l’impresa si fosse rifiutata di pagare la somma richiesta.

A muoversi sarebbero stati due detenuti, già reclusi per altri reati, che avrebbero agito dalle celle degli istituti penitenziari di Agrigento e Palermo, utilizzando telefoni cellulari introdotti illegalmente all’interno delle strutture.

Un terzo indagato, attualmente in libertà, avrebbe svolto il ruolo di intermediario, mentre un minorenne sarebbe stato incaricato di recapitare materialmente il messaggio estorsivo.

Determinante è stata la denuncia immediata presentata dai responsabili dell’impresa, che ha consentito ai carabinieri del Nucleo investigativo di intervenire tempestivamente e bloccare il tentativo di pizzo prima che potesse andare a segno.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Messina, prosegue ora per accertare come i detenuti siano riusciti a comunicare dall’interno degli istituti penitenziari e per individuare eventuali complicità esterne o interne al sistema carcerario.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.