Totò Cuffaro avrebbe confidato il desiderio — o forse l’intenzione concreta — di tornare a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana.

Una rivelazione che emerge dagli atti dell’indagine in cui la Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per lui e per altre 17 persone, tra cui l’ex ministro Saverio Romano.

Eppure, dieci anni fa, appena uscito dal carcere di Rebibbia dopo aver scontato cinque anni per favoreggiamento alla mafia, Cuffaro aveva promesso di dire addio alla politica.

Aveva annunciato di voler dedicare la propria vita ai bambini del Burundi, come medico e volontario. In effetti, diverse missioni umanitarie le organizzò davvero. Ma l’impegno di restare lontano dai palazzi del potere non durò a lungo.

Secondo gli inquirenti, Cuffaro avrebbe confidato al suo collaboratore Vito Raso – anch’egli indagato – l’intenzione di candidarsi entro tre anni alla guida della Regione.

In una conversazione intercettata in auto, Raso avrebbe riferito a un amico di “conoscere quasi in via esclusiva le vere intenzioni di Cuffaro, interessato a ricandidarsi alla presidenza della Regione Siciliana”.

Nel frattempo, pur senza incarichi istituzionali, l’ex governatore è tornato al centro della scena politica, ricostruendo la Democrazia Cristiana con il sostegno dei suoi fedelissimi.

Dal 2021 il partito è riuscito a eleggere consiglieri comunali a Favara, Giarre e Caltagirone, fino ad approdare nel 2022 anche al Comune di Palermo.

Un altro passo decisivo è arrivato nel 2023, quando il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha revocato l’interdizione dai pubblici uffici. Alle ultime elezioni regionali, la Dc ha ottenuto cinque seggi all’Ars e due assessori in giunta: Andrea Messina e Nuccia Albano.

Intanto, l’avvocato Claudio Gallina Montana ha rinunciato alla difesa di Cuffaro per “motivi di opportunità”, dopo essere stato citato negli atti dell’inchiesta.

Secondo le carte, un colonnello dei carabinieri – anch’egli indagato – avrebbe chiesto all’avvocato di organizzare un incontro con l’ex governatore, per poi fornirgli informazioni riservate su indagini in corso.

Gallina Montana, non indagato, avrebbe chiarito di non conoscere il contenuto della conversazione.

Totò Cuffaro sarà ora difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.