Un’indagine avviata nel 2022 su un presunto traffico illecito di rifiuti ha portato all’esecuzione di misure cautelari e a una vasta attività investigativa che coinvolge anche il territorio di Licata.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta e condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda decine di imprese e operatori attivi nel settore della raccolta e del trattamento di materiali ferrosi, operanti tra Gela, Niscemi, Catania e diversi comuni della provincia di Agrigento.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alcune ditte avrebbero gestito rifiuti speciali in assenza delle necessarie autorizzazioni oppure in difformità rispetto ai permessi rilasciati, effettuando trasporti e stoccaggi di materiali non conformi alla normativa vigente.
Le verifiche svolte avrebbero fatto emergere un sistema irregolare di movimentazione dei rifiuti, con violazioni ambientali ritenute di particolare gravità.
L’attività investigativa ha portato all’adozione di misure cautelari, sia restrittive che interdittive, nei confronti di diversi soggetti coinvolti, oltre al sequestro di documentazione amministrativa e di mezzi utilizzati per il trasporto dei materiali.
Nel corso delle indagini non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa inizialmente ipotizzata, ma gli accertamenti restano in corso per definire eventuali responsabilità penali e chiarire i flussi di rifiuti, compresi quelli provenienti o transitati dal territorio licatese.





























