Un nuovo, ingegnoso raggiro si è consumato tra Licata e Catania ai danni di un’ottantaduenne. La donna, convinta da un sedicente carabiniere e da un complice che si spacciava per avvocato, ha consegnato denaro e gioielli per “risolvere” un presunto incidente stradale in cui sarebbe stato coinvolto il nipote.

Non solo: l’anziana è stata addirittura accompagnata in taxi fino a Catania per pagare un ulteriore “saldo” al fantomatico legale, portando il piano criminoso a un livello ancora più sofisticato e – purtroppo – convincente.


Il modus operandi del raggiro

  1. Prima telefonata: La vittima riceve la chiamata di un uomo che si presenta come carabiniere. Con tono allarmato, le comunica che il nipote ha causato un grave incidente stradale, ferendo altre persone. Per di più – continua il truffatore – il ragazzo si troverebbe in stato di fermo presso la caserma dei Carabinieri di Catania, bisognoso di un avvocato per evitare guai peggiori.
  2. Consegna iniziale di denaro e preziosi: Sotto choc, la donna – insieme alla sorella di 88 anni – accetta di pagare immediatamente le spese legali. Poco dopo, si presenta al portone di casa un uomo, complice del finto carabiniere, che ritira contanti e gioielli.
  3. Seconda telefonata e “trasferta” a Catania: Non pago del primo bottino, il truffatore richiama l’anziana, sostenendo che “quanto versato non basta” a risolvere la “situazione complicata” del nipote. Aggiunge di non poter tornare a Licata per un contrattempo (una gomma bucata, secondo il copione) e di aver organizzato un taxi per accompagnarla a Catania, dove potrà completare il pagamento.
  4. Incontro finale col malvivente: Una volta a Catania, la pensionata si ritrova nuovamente davanti lo stesso individuo a cui aveva consegnato i soldi. Dopo l’ennesimo versamento, la donna viene riaccompagnata a casa, ignara di essere stata vittima di un raggiro ben orchestrato. Il costo della corsa in taxi (120 euro) risulta addirittura a carico dello “studio legale”, in realtà inesistente.

Il danno economico e le indagini

Solo diverse ore più tardi l’anziana e la sorella si sono rese conto dell’inganno: il nipote, infatti, non aveva subito alcun incidente. L’immediata segnalazione alle Forze dell’ordine ha avviato le indagini del commissariato locale, impegnato a ricostruire il percorso e i contatti telefonici, compresi quelli ricevuti su WhatsApp da un numero estero. Il bottino sottratto alle due anziane sorelle – tra denaro e gioielli – ammonta a diverse migliaia di euro.


Come difendersi da queste truffe

  1. Verificare la fonte: Prima di versare soldi o consegnare oggetti di valore, contattate il vero comando dei Carabinieri o un familiare di fiducia per confermare la notizia.
  2. Attenzione alle richieste di denaro immediate: I malintenzionati puntano sul fattore urgenza, cercando di farvi agire senza riflettere.
  3. Non fidarsi di chi chiede trasferte anomale: Se qualcuno vi invita a spostarvi in taxi o vi chiede di raggiungere luoghi insoliti, siate estremamente cauti.
  4. Informare familiari e vicini: Parlate di questi tentativi di truffa, soprattutto con gli anziani che vivono soli, in modo da prevenire altri raggiri.

Conclusione
La vicenda, avvenuta tra Licata e Catania, evidenzia ancora una volta quanto siano subdoli i metodi utilizzati dai truffatori. L’invito per tutti, specialmente le persone più fragili e gli anziani, è di mantenere alta la guardia e segnalare immediatamente ogni episodio sospetto alle Forze dell’ordine.

L’obiettivo di chi architetta queste frodi è sfruttare l’emotività e la premura verso i propri cari, per poi colpire in modo chirurgico e rubare i risparmi di una vita.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.