Un 30enne di Fermo è stato sottoposto a misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza perché ritenuto responsabile di una lunga serie di truffe online e sostituzioni di persona commesse in tutta Italia.

L’uomo, secondo gli accertamenti, avrebbe agito per anni utilizzando falsi profili social, con denunce presentate in decine di province — tra cui Agrigento, Milano, Roma, Napoli, Torino e Palermo — e con condanne già emesse da 27 tribunali italiani.

Il modus operandi, ricostruito dagli inquirenti, seguiva due fasi. Innanzitutto l’indagato creava profili fake sottraendo a terzi dati personali e fotografie, spesso pescati nella cerchia di amicizie del bersaglio. Con questi profili “credibili” contattava le vittime, in particolare titolari di rivendite e tabacchi, e chiedeva ricariche di vario tipo: telefoniche, OnShop, Money, Paysafe e buoni Amazon.

Convinti di aiutare conoscenti, gli esercenti procedevano alle operazioni, che venivano immediatamente monetizzate dall’autore della frode.

In alcune circostanze, l’uomo avrebbe individuato persone vulnerabili a cui “sostituirsi” sui social per aumentare l’efficacia dell’inganno, facendo leva sulla sensibilità delle vittime e rendendo più difficile riconoscere la truffa. La misura applicata mira a prevenire nuove condotte illecite e a tutelare gli esercenti e i cittadini colpiti.

Il caso riaccende l’attenzione sulle truffe online veicolate dai social network. Le forze dell’ordine raccomandano di verificare sempre l’identità del richiedente con una chiamata diretta, diffidare delle richieste di ricariche e voucher, conservare ricevute e screenshot delle conversazioni e segnalare tempestivamente gli episodi alla Polizia Postale.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri.